Le stragi del sabato sera sono il tema centrale di La vita che corre, la nuova fiction di Rai uno, in onda in prima serata il 30 e il 31 gennaio.
Diretta da Fabrizio Costa, la miniserie racconta le storie di Luca e Andrea, due fratelli che sono andati a ballare in moto, di Giovanni, costretto a guidare tutta la notte per lavoro, e di Valentina e Claudia che sono uscite con l’irresponsabile Anna. Tutte le loro storie saranno destinate ad incrociarsi per strada.
 Nel cast Flavio Parenti, Barbara De Rossi e Enzo Decaro. (continua..)
E siamo così giunti alla settima puntata della fortunata serie di Rai uno in onda ogni giovedì. Stiamo parlando naturalmente di Provaci ancora Prof 3, la fiction con Veronica Pivetti e Enzo Decaro.
Nella puntata in onda questa sera, Camilla è messa a dura prova: Renzo è accusato di omicidio. La vittima, un anziano proprietario di un terreno su cui la ditta Passerelli vuole costruire, è stato trovato morto nella sua abitazione, e Renzo è stato una delle ultime persone ad averlo visto ancora in vita e ad aver avuto un’animosa discussione con lui. Camilla sconvolta chiede aiuto a Gaetano, ma le prove contro Renzo sono schiaccianti. Tuttavia la Prof crede profondamente nell’innocenza di suo marito e cerca di aiutarlo a tutti i costi.
Vittoria schiacciante per la seconda parte della fiction di Rai Uno, La terza Verità , con Enzo Decaro, Anna Kanakis e Bianca Guaccero. Ecco i numeri: su Rai Uno si sono sintonizzati oltre sette milioni di telespettatori, con 27,66% di share, su Canale 5 (Distretto di Polizia), “solo” poco più di quattro milioni (share 17%%). Vittoria nettissima dunque, soprattutto perché la prima parte della fiction di Rai Uno aveva ottenuto, domenica sera, 5 milioni di ascolti: non solo, il guadagno di spettatori si è manifestato anche durante la prima puntata, la fiction è infatti partira col 16% di share e ha chiuso con il 34%.
Una storia avvincente, imprevedibile, e soprattutto contemporanea: questi i meriti de La terza verità , una fiction che ha saputo tenere incollato la spettatore alla tv, per due sere consecutive. Avvincente e imprevedibile perché il “colpevole” non era affatto scontato: qualche indizio c’era (a cominciare dal protagonista stesso, troppo “perfetto”, sicuro di sè, troppo buono, c’era qualcosa che non andava per forza, il punto era scoprire cosa - e poi lo si capiva sin da subito il chirurgo avrebbe fatto di tutto per salvare la vita di quei bambini) ma lo spettatore, trascinato dal ritmo narrativo, non ne dava peso. La conclusione è appropriata: Lidia, la giornalista che ha scoperto tutto, racconta di aver imparato, dalla vicenda, che bisogna “tenere sempre gli occhi aperti”. La verità non è mai quella che appare e soprattutto le tre verità , quella dei fatti, quella processuale e quella dei media, non sempre coincidono. I mass media, poi, hanno il potere enorme di distruggere la vita di una persona, ma anche di trasformare un mostro in un santo.
Giansanti, il protagonista, questo lo sapeva bene ed è stato in grado di orchestrare un piano perfetto (si è tradito solo per colpa di un messaggio vocale, a volte la tecnologia non aiuta!), sfruttando i mass media e l’emotività delle persone.
Immagine tratta da Tv blog
Ottimo risultato per la prima parte di La terza verità , in onda ieri sera su Rai Uno. La fiction interpretata da Enzo Decaro, Anna Kanakis e Bianca Guaccero è stata seguita infatti da oltre cinque milioni di telespettatori (22.87% di share), superando nettamente la fiction di Canale 5, La Figlia di Elisa-Ritorno a Rivombrosa, che ottiene solo 3 milioni 800 mila spettatori e 17,18% di share. Nonostante il big match Juve-Inter, quindi, La terza verità ottiene un risultato davvero positivo.
Forse perché si tratta di un prodotto originale, innovativo o forse perché la fiction riesce a raccontare molto bene cosa può accadere ad un uomo, stimato professionista, quando viene accusato ingiustamente di una serie di atroci delitti. Non si tratta di un giallo, perché, ci si può scommettere, il chirurgo è innocente, ma riesce tuttavia a mantenere la suspence di un giallo. Ci si chiede fino a dove giungerà la spirale delle voci, dei pettegolezzi, del “si dice” e soprattutto ci si chiede cosa rimarrà dopo, dopo la triste vicenda che cambierà irrimediabilmente la vita del protagonista e della sua famiglia (splendida Anna Kanakis, nel ruolo della moglie del chirurgo).
Paradossalmente, la persona che innesca questa spirale è una giornalista (Bianca Guaccero) che sa bene cosa vuol dire vivere e lavorare fianco a fianco con persone che dubitano di lei, delle sue capacità e qualità (i colleghi di Lidia, infatti, credono che tra lei e il direttore del giornale sia nata una storia e piuttosto che riconoscere la sua bravura, preferiscono attribuire tutto alla presunta storia con il capo). La giornalista infatti dice: “So cosa vuol dire convivere con le voci”. Eppure, proprio lei, si fa “usare” dalla polizia e riesce a gettare fango sul protagonista.
Appuntamento questa sera con la seconda parte della fiction!
Il 4 e 5 novembre prossimi, andrà in onda su Rai uUno la fiction La terza verità , con Enzo Decaro, Anna Kanakis e Bianca Guaccero.
Dalla presentazione sul sito della Rai si legge: “Enzo Decaro nel ruolo di Sergio Giansanti, uno stimato chirurgo pediatra che viene indicato da un’inchiesta giornalistica come il potenziale colpevole di alcuni omicidi che hanno sconvolto la città . Anna Kanakis nei panni della bella moglie Claudia, pianista, che entra in crisi di fronte alle accuse della stampa; Bianca Guaccero ovvero Lidia Roccella, la giovane cronista di “nera” del quotidiano locale che indagando sulla morte di una ragazza, si convince della colpevolezza del medico e con una serie di articoli che lo accusano, ne sconvolge la vita; ma quando la vicenda diventa di portata nazionale si rende conto che qualcosa non quadra e comincia a pensare di essersi sbagliata, cerca di correggere il tiro, ma la macchina che lei stessa ha contribuito a mettere in moto non si ferma”.
Il titolo allude alle tre verità : “quella dei fatti, quella processuale e quella dei media. Questa “terza verità ” chiama in causa temi impegnativi come la libertà dei media e la potenza della comunicazione, un’arma che richiede vigilanza e misura, e invece è spesso usata in modo inappropriato”.