Anthony Edwards parla del suo ritorno a ER
Anthony Edwards, universalmente noto per aver dato il volto al dottor Mark Greene nelle prime strepitose stagioni di ER rilascia una intervista a TvGuide sui motivi per i quali ha deciso di ritornare nello show che l’ha lanciato. (traduzione nostra)
Giovedì segna il ritorno del dottor Mark Greene (Anthony Edwards) in ER, il che solleva almeno una domanda: il personaggio non era morto? Non c’è da preoccuparsi in proposito, l’amato dottore non torna certo in forma di spettro per infestare il suo vecchio posto di lavoro. L’episodio, intitolato Heal Thyself è un flashback che ci riporta più o meno a sei anni fa, quando la dottoressa Cate Banfield (Angela Bassett) - oggi capo degli specializzandi al Country General - arriva al pronto soccorso in qualità di madre di uno dei giovani pazienti del dottor Greene. Per Edwards questa è anche un’occasione per mettere in luce il suo impegno con Shoe4Africa, una organizzazione non-profit, che utilizza lo sport per promuovere la prevenzione delle malattie in Africa. Adwards, un appasionato corridore, ci spiega perchè ha acconsentito a rivestire di nuovo i panni del dottor Greene, le sensazioni di ritrovarsi con i vecchi colleghi e ciò che vede nel suo futuro.    (continua…)
TvGuide: Sei rimasto sorpreso quando gli attori ti hanno contattato per proporti un ritorno nello show?
Anthony Edwards: In pratica ho ricevuto una mail da John Wells (il produttore esecutivo) che diceva “Guarda, siamo tutti qui, alle Hawaii e stiamo cercando di immaginarci l’ultima stagione di ER, e abbiamo trovato il modo di far tornare il dottor Greene.” Come tu sai, quello che sono riusciti a fare ha perfettamente senso, ma non l’avevo mai immaginato prima. Per me era anche l’occasione giusta perchè eravamo sul punto di lanciare la grande campagna per la raccolta fondi per Shoe4Africa. Così quando John Wells me l’ha chiesto, ho risposto “Ne sono felice, ma non pagare me, fai in modo che la Warner Brothers faccia una donazione alla fondazione.” Così, al posto del cachè per la mia partecipazione hanno donato 125.000 dollari, e Jonh Wells ne ha aggiunti 50.000. così per me è stata una doppia vittoria.
 TvG: I Flashback possono essere un rischio. Come ti hanno convinto che questa sarebe stata un’ottima occasione, e non avrebbe rovinato il tuo lavoro passato?
A.E.: Ho vissuto otto splendidi anni all’interno dello show, e c’è sempre stata molta fiducia. Ho sulle spalle 180 episodi e ed ero consapevole che stavano creando una storia interessante, come hanno sempre fatto. così ero sicuro che si stavano prendendo davvero cura del dottor Greene. E’ una cosa buffa: come attore pensi che sei l’unico depositario del personaggio, ma la verità è che lo sono anche gli autori.
TvG: Puoi piazzare questo episodio all’interno della story line del dottor Greene? Sembrerebbe che questo episodio sia molto vicino alla fine della sua carriera.
A.E: Si, non è molto distante dalla fine. Lui continua a lavorare. Avevamo trascinato la storia del cancro per due intere stagioni. Questo episodio si inserisce poco prima che lui parta per le Hawaii.
TvG: Sapevi già che quattro o cinque dei tuoi vecchi colleghi, sarebbero ritornati nello stesso episodio?
A.E: No, voglio dire, io mi impegnai con la produzione molto prima che cominciassero a scrivere, perchè avevano bisogno di sapere se potevano costruire l’episodio intorno al personaggio. e’ stato divertente ritrovarsi con gli attori.
TvG: Raccontaci come è stato quando hai saputo che il dottor Greene stava per morire di cancro.
A.E.: Dissi che avrei fatto otto anni, dopo di che, dopo otto anni, avevo davvero bisogno di lasciare. John Wells mi disse che se proprio volevo andarmene, essendo il mio un personaggio centrale, dovevamo farlo morire. Io ho capito, ho solo richiesto che se proprio doveva succedere, di farlo nel miglior modo possibile. Così nel penultimo anno siamo stati in grado di analizzare la medicina che si occupa del cancro al cervello, mentre l’ultimo l’abbiamo dedicato alla storia famigliare. perchè non doveva finire con il dottor Greene morente in un letto d’ospedale.
TvG: Tornerai mai in una serie televisiva?
A.E.: Non credo, non adesso, è un carico di lavoro tremendo. Ho già incontrato persone cil cui desiderio era aver potuto dedicare più tempo ai figli quando erano piccoli. mi ritengo fortunato di aver avuto questa possibilità . Così ci vorranno ancora pochi anni prmima che i miei figli si dicano stufi di me, e mi lascino andare.



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