Edda Ciano e il comunista, domani sera su Rai Uno
E’ la splendida isola di Lipari a fare da sfondo all’amore intenso e difficile tra la figlia del Duce Edda Ciano e il comunista Leonida Bongiorno. Dopo essere tornata alla luce con il romanzo di Marcello Sorgi ‘Edda Ciano e il comunista’, quella storia d’amore a lungo sepolta diventa un film tv che verrà trasmesso da Rai Uno domenica 13 marzo in prima serata, per la regia di Graziano Diana.
La storia di un amore tanto proibito quanto grande. Alessandro Preziosi è Buongiorno, reduce della guerra, partigiano, comunista convinto e leader del movimento di rinascita dell’isola. Stefania Rocca è invece Edda Mussolini Ciano, confinata alle Eolie in attesa che si capisca il futuro suo e dell’Italia intera. I due sembrano lontanissimi ma l’isola è piccola e ci vuole poco perché il fascino di ognuno colpisca l’interesse dell’altro.   (continua..)
«Mio caro amico e fidanzato», «caro e unico comunista», «caro Baiardo» (dal nome del cavallo del paladino Rinaldo), così Edda, nelle sue lettere e nei bigliettini che faceva consegnare tramite persone fidate, si rivolgeva a Leonida, che, più timido, le rispondeva con «Gentile amica» o «Cara Contessa». Buongiorno non era solo il capo del Pci eoliano rinato dopo la fine della dittatura, ma anche l’esponente di una famiglia antifascista che era entrata nella storia.
Parlavano e si scrivevano in francese e in inglese (forse per difendersi dalla curiosità dei «postini»), avevano alle spalle due storie avventurose e due mondi opposti. Edda, che amava leggere, non accettava che Leonida, uomo colto, preferisse la cultura orale e recitasse a memoria brani interi dell’Odissea. «Forse bisognerebbe leggere solo poesia amorosa», gli scrisse una volta. Di tanto in tanto andavano a fare un bagno nella spiaggia del Lazzaretto, fuori dal porto di Pignataro, o nella vicina isola di Vulcano. Lui le teneva l’asciugamano quando lei si cambiava il costume.
Edda lascia Lipari nell’estate del ‘46 e la sua storia d’amore con Leonida conosce lo strazio della lontananza, della nostalgia, della gelosia. «Spero che voi siate infelice e soffriate a causa di Ellenica», scrive appena arrivata a Roma, tra un resoconto delle prime difficoltà da affrontare e del rischio di dover nuovamente lasciare l’Italia. E ancora: «Mio carissimo e unico comunista, vi amo assai. Adoro le vostre effusioni in inglese».



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